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Guardare "Report" di Milena Gabaneli è una sorta di esercizio di masochismo estremo.

La rabbia e l'indignazione che montano in chi segue i reportages, è pari solo allo stupore con cui i protagonisti (negativi) delle inchieste esibiscono la loro "faccia di bronzo"... ed è superata solo dallo stupore su come il portare alla luce tali nefandezze - troppo spesso - non dia alcun risultato, alcun miglioramento.
Nella puntata di domenica 4 maggio si è "svelato" uno scandalo che... non è uno scandalo: una "prassi" - legale, ancorchè pessima - che mette a serio rischio il futuro dello sviluppo del nostro paese, delle nostre grandi città. E che - già oggi - rovina la vita di troppa gente. Tutto legale.
Questa la presentazione del sito:
Lo scorso febbraio, il consiglio comunale di Roma ha approvato il nuovo piano regolatore. Le previsioni parlano di nuovi edifici per 70 milioni di metri cubi di cemento su un territorio di 11-15 mila ettari.
Una nuova città, più grande di Napoli, che verrà costruita nelle campagne di Roma. Tutto questo nonostante la crescita demografica nella capitale sia vicino allo zero, esclusi i circa 200 mila nuovi residenti tra gli extracomunitari. Nel piano regolatore è stata prevista, dall'amministrazione comunale, la realizzazione di tante piccole città, denominate Centralità, tutto intorno all'attuale zona urbanizzata. Queste micro città verranno costruite su aree private che sono in possesso dei grandi costruttori: Toti, Scarpellini, Ligresti, Caltagirone, Santarelli, che chiedono già oggi di aumentare le cospicue previsioni cubatorie previste dal piano regolatore appena approvato. Lo strumento attraverso cui queste richieste possono realizzarsi è il cosiddetto "Accordo di Programma".


